Che giorni strani, una centrifuga di emozioni che però vengono da qualcosa dentro che non capisco bene.

Quando mi capita sono capace di capire cosa li abbia innescati. Ora è diverso. Più difficile, come me.

Sento qualcosa che mi chiama. Probabilmente mi sta chiamando già da un po’ ma ho fatto finta di non sentire. Mi sono girata dall’altra parte e mi sono distratta con la vita. Ora sta gridando più forte.

È una voce familiare, la mia.

Perché non riesco a mettere insieme me e gli altri? Perché se penso a me (e non intendo andare dal parrucchiere o un aperitivo con le amiche) non riesco a pensare agli altri.

La salita è lunga e dura. E la sto facendo in bicicletta, considerando che non ci so’ andare…

Aiuto, ho bisogno di equilibrio ma per trovarlo devo staccare i piedi da terra e spingere sui pedali. Ho paura… ma mi piace!